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martedì 17 febbraio 2015

Mostre - Da Guercino a Caravaggio. Sir Denis Mahon e l'arte italiana del XVII secolo.






Quella di Sir Denis Mahon è la collezione privata più pubblica che esista. 
Nicholas Penny, direttore della National Gallery di Londra. 





Si è conclusa domenica 15 febbraio a Roma la mostra Da Guercino a Caravaggio presso La Galleria Nazionale d'Arte Antica in Palazzo Barberini, in collaborazione con la soc. Beni Culturali e con il sostegno di The Sir Danis Mahon Charitable Trust, su progetto curato da Mina Gregori.


Perché è importante ricordare una mostra appena terminata?

Facciamo qualche passo indietro e cerchiamo di capire cosa la rende così speciale e degna di attenzione.
Prima di avventurarci tra le opere esposte bisogna precisare che fanno tutte parte di un'unica collezione privata che appartenne ad un grande storico dell'arte inglese: Sir Denis Mahon.
Nei pannelli che hanno accompagnato la mostra si sono potute leggere le seguenti informazioni.
«Studioso eccentrico e atipico, per un verso, ma allo stesso tempo modello eminente di un certo modo di intendere la critica artistica, Sir Denis Mahon (1910-2011) è stato storico, conoscitore, collezionista e amante d'arte. Aspetti diversi di un unico, personale e profondo interesse. Di origini aristocratiche e di famiglia facoltosa, Mahon poté dedicarsi allo studio dell'arte soprattutto per passione e senza preoccupazioni di carattere professionale. Anche per questo coltivò sempre un contatto diretto con l'opera d'arte e la sua "intima esperienza", attraversando instancabilmente l'Europa, fin da giovane, alla ricerca del confronto con l'originale.
Ben presto i suoi interessi di studioso e di collezionista si concentrarono sulla pittura del Seicento italiano: scelta controcorrente in un'epoca in cui, specialmente in Inghilterra, non era ancora estinta l'eco di un pregiudizio severo come quello di Ruskin, per il quale "il XVI secolo si era chiuso come una tomba sull'arte del modo" e il Seicento non aveva conosciuto "un'arte veramente sincera o grande".

Guercino, Venere Marte e Amore. 1634.
Fra i grandi pittori seicenteschi cui Mahon dedicò i suoi studi - i Carracci, Reni, Caravaggio, Poussin - un posto di assoluto rilievo spetta a Guercino, l'artista al quale egli riservò i suoi maggiori sforzi di studioso e di collezionista. Di può dire anzi che la carriera di Mahon prese le mosse sotto il segno di Gercino, quando negli anni trenta acquistò il Giacobbe che benedice i figli di Giuseppe, oggi nella National Gallery of Ireland, e l'Elia nutrito dai corvi, acquisito dalla collezione romana dei Barberini e poi offerto alla National Gallery di Londra, mettendo in imbarazzo l'allora direttore Kenneth Clark, consapevole che il dominante gusto inglese dell'epoca non era ancora maturo per una simile scelta.
Da quel momento Mahon non smise più di dedicarsi al "compito infinito" dello studio dell'arte di Gercino e resistette alla tentazione dell'acquisto delle sue opere solo quando queste diventarono davvero troppo costose, paradossalmente proprio grazie alla sua "riscoperta". Ma il contributo di Mahon alla conoscenza di Guercino non si è limitato a una rivalutazione critica della sua pittura, ma è stato non meno fondamentale nella ricostruzione dei suoi sviluppi stilistici, nella meticolosa indagine sul corpus dei disegni e persino nella divulgazione presso un pubblico più vasto, attraverso l'organizzazione  di mostre, i prestiti dalla propria collezione e, infine, la donazione delle opere a grandi collezioni pubbliche.
Anche l'Italia, cui Mahon era particolarmente legato e che visitava spesso, ha ricevuto in dono dipinti importanti della sua raccolta, tra cui la celebre Madonna del passero di Guercino oggi nella Pinacoteca Nazionale di Bologna.
Caravaggio, San Girolamo. 1606.
Le ricerche di Sir Denis Mahon ebbero un ruolo significativo anche nell'ambito degli studi caravaggeschi, in particolare a partire dagli anni cinquanta, quando, soprattutto in Italia, si veniva recuperando l'importanza storica e artistica della figura di Caravaggio.
La più notevole "impresa" caravaggesca di Denis Mahon fu certamente la "scoperta" della tela con il San Giovanni Battista, che oggi fa bella mostra di sé nelle sale dei Musei Capitolini, a Roma, ma che nel 1953 Mahon trovò, quasi per caso, appesa alla parete dell'ufficio del sindaco in Campidoglio, pressoché dimenticata come una copia qualsiasi, annerita dal tempo e dalla sporcizia, fortunatamente, però, non abbastanza da impedire all'occhio esperto di Mahon di riconoscervi un autentico capolavoro del pittore.
Più tardi, nel 1961, lo studioso convinse la National Gallery di Londra ad acquistare la Salomè con la testa del Battista, anche grazie al personale appoggio del famoso scultore Henry Moore, che in quanto trustee del museo diede il voto decisivo per l'acquisto. Un altro rilevante contributo alla conoscenza dell'opera di Caravaggio fu, negli anni settanta, l'identificazione di due importanti dipinti: Marta e Maddalena, nell'Institute of Art di Detroit, e la Crocifissione di Sant'Andrea, al Museo di Cleveland, nonché la sensazionale riattribuzione a Caravaggio, nel 1992, della Cattura di Cristo di Dublino.»

Si può quindi dedurre che la mostra sia stata un vero omaggio alla vita di Sir Denis Mahon, dedicata interamente alla scoperta di un periodo ben preciso della storia dell'arte italiana. Bisogna precisare che la mostra fu concepita direttamente dallo stesso Mahon nel 2009 per festeggiare i suoi 100 anni radunando parte dei capolavori che aveva collezionato e poi successivamente donato alle più prestigiose istituzioni internazionali.
Fondamentale per la risonanza di tale esposizione è stata la presenza delle opere maggiori della collezione. Carente invece l'audioguida nella quale si è disastrosamente tralasciato il filo conduttore identificato in Sir Mahon, privando così il visitatore della compiutezza del senso della mostra. Purtroppo la grandiosità delle tele non ha potuto compensare lo smarrimento del pubblico alla fine della visita, con l'impressione di aver lasciato un discorso interessante a metà.

L'intento della mostra certamente è stato di porre l'accento non tanto sulle opere esposte  - delle quali volutamente ho tralasciato di parlare - quanto sulla persona che le ha collezionate, studiate e rimesse in luce durante un periodo nel quale esse furono accantonate. Tutto ciò insegna che la storia dell'arte non è fatta da elenchi di figure, nomi e date, ma principalmente da vite intere di esseri umani dedicate alla creazione della bellezza e allo studio di tali creazioni.
Il mio consiglio in questo caso è quello di andare a cercare la biografia di Sir Denis Mahon per comprendere meglio la rilevanza che ha avuto nello studio della storia dell'arte barocca, insieme all'impronta indelebile del grande Roberto Longhi, con il quale scambiò appassionati carteggi a riguardo.

Vi lascio anche brevi video nei quali Sir Denis Mahon parla dei suoi studi.
Un vero esempio di dedizione e passione per qualcosa che ormai è relegato a superfluo.


Sir Denis Mahon racconta Guercino:




Caravaggio spiegato da Sir Denis Mahon:









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