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venerdì 20 febbraio 2015

Citazioni d'Arte - Annibale Carracci e le personificazioni della Virtù e della Voluttà.




Annibale Carracci, Ercole al bivio. 1596 circa. Olio su tela. Museo di Capodimonte, Napoli.



[...] la prima gli addita a destra l'aspra e faticosa salita di un monte, che nella sommità d'amenissime cime contiene giardini e verzure, col Pegaso alato che conduce in cielo; ma la terra a' suoi piedi è sassosa e pungente, spogliata di fiori e d'erbe, cominciando il duro e rigido sentiero. Scorgesi in
faccia questa nobil donna, neglettamente raccolto il crine, che in un volume s'aggira intorno il capo e la fronte, sparsi indietro i capelli, del suo maschio valore solamente adorna. Con la sinistra  tiene il parazonio, o sia stocco militare, ed alza il lembo del rosso manto, per rendersi sciolta | a salire l'aspro giogo, su 'l quale scalza col destro piede s'incamina. [...] Col salire della Virtù s'intende l'essempio delle buone opere, che deve precedere gli ammaestramenti per concitar gli animi al ben operare. L'altra donna a sinistra con ambedue le mani gli mostra avanti la via facile e spedita de' piaceri, suoni, canti e giuochi su l'ingresso, figurati con larve, carte e timpani lascivi. Ma tale è l'atto, ch'ella volge il dosso; e nello stendere avanti le mani, piega dietro il volto verso il giovine, ridente e lusinghiera. Scuopre ignude le spalle, che alquanto asconde ad arte sotto il velo sottile e trasparente, cadendo dall'omero dietro fino a mezze gambe, commosso dolcemente dal vento. [...] Diresti ch'ella sia nutrita nella mollizie e ne' diletti e che spiri ambrosia ed odori; e volgendo la faccia lascivamente ad Ercole pare che gli prometta la vita facile e sicura, mostrandogli dolce e piano il cammino. Ma egli resta sospeso e fermo, palesando nel volto il dubbio e profondo pensiero al deliberarsi. [...] poiché dietro il giovine [Ercole] s'inalza un albero di palma, presagio ben certo delle sue vittorie, spandendo intorno gloriosi rami. Così l'aspetto, ed i lineamenti suoi robusti promettono effetti e prove di eroica fortezza, e dànno segno cherto che egli non cederà a' piaceri, senza che il rosso manto della virtù e la tonaca paonazza sono contrasegni di valore divino; e 'l color giallo onde s'adorna la voluttà, ci ammonisce ch'i suoi diletti si seccano in erba e che svaniscono come paglia.

Giovan Pietro Bellori, Le vite de' pittori scultori e architetti moderni.







martedì 17 febbraio 2015

Mostre - Da Guercino a Caravaggio. Sir Denis Mahon e l'arte italiana del XVII secolo.






Quella di Sir Denis Mahon è la collezione privata più pubblica che esista. 
Nicholas Penny, direttore della National Gallery di Londra. 





Si è conclusa domenica 15 febbraio a Roma la mostra Da Guercino a Caravaggio presso La Galleria Nazionale d'Arte Antica in Palazzo Barberini, in collaborazione con la soc. Beni Culturali e con il sostegno di The Sir Danis Mahon Charitable Trust, su progetto curato da Mina Gregori.


Perché è importante ricordare una mostra appena terminata?

Facciamo qualche passo indietro e cerchiamo di capire cosa la rende così speciale e degna di attenzione.
Prima di avventurarci tra le opere esposte bisogna precisare che fanno tutte parte di un'unica collezione privata che appartenne ad un grande storico dell'arte inglese: Sir Denis Mahon.
Nei pannelli che hanno accompagnato la mostra si sono potute leggere le seguenti informazioni.
«Studioso eccentrico e atipico, per un verso, ma allo stesso tempo modello eminente di un certo modo di intendere la critica artistica, Sir Denis Mahon (1910-2011) è stato storico, conoscitore, collezionista e amante d'arte. Aspetti diversi di un unico, personale e profondo interesse. Di origini aristocratiche e di famiglia facoltosa, Mahon poté dedicarsi allo studio dell'arte soprattutto per passione e senza preoccupazioni di carattere professionale. Anche per questo coltivò sempre un contatto diretto con l'opera d'arte e la sua "intima esperienza", attraversando instancabilmente l'Europa, fin da giovane, alla ricerca del confronto con l'originale.
Ben presto i suoi interessi di studioso e di collezionista si concentrarono sulla pittura del Seicento italiano: scelta controcorrente in un'epoca in cui, specialmente in Inghilterra, non era ancora estinta l'eco di un pregiudizio severo come quello di Ruskin, per il quale "il XVI secolo si era chiuso come una tomba sull'arte del modo" e il Seicento non aveva conosciuto "un'arte veramente sincera o grande".

Guercino, Venere Marte e Amore. 1634.
Fra i grandi pittori seicenteschi cui Mahon dedicò i suoi studi - i Carracci, Reni, Caravaggio, Poussin - un posto di assoluto rilievo spetta a Guercino, l'artista al quale egli riservò i suoi maggiori sforzi di studioso e di collezionista. Di può dire anzi che la carriera di Mahon prese le mosse sotto il segno di Gercino, quando negli anni trenta acquistò il Giacobbe che benedice i figli di Giuseppe, oggi nella National Gallery of Ireland, e l'Elia nutrito dai corvi, acquisito dalla collezione romana dei Barberini e poi offerto alla National Gallery di Londra, mettendo in imbarazzo l'allora direttore Kenneth Clark, consapevole che il dominante gusto inglese dell'epoca non era ancora maturo per una simile scelta.
Da quel momento Mahon non smise più di dedicarsi al "compito infinito" dello studio dell'arte di Gercino e resistette alla tentazione dell'acquisto delle sue opere solo quando queste diventarono davvero troppo costose, paradossalmente proprio grazie alla sua "riscoperta". Ma il contributo di Mahon alla conoscenza di Guercino non si è limitato a una rivalutazione critica della sua pittura, ma è stato non meno fondamentale nella ricostruzione dei suoi sviluppi stilistici, nella meticolosa indagine sul corpus dei disegni e persino nella divulgazione presso un pubblico più vasto, attraverso l'organizzazione  di mostre, i prestiti dalla propria collezione e, infine, la donazione delle opere a grandi collezioni pubbliche.
Anche l'Italia, cui Mahon era particolarmente legato e che visitava spesso, ha ricevuto in dono dipinti importanti della sua raccolta, tra cui la celebre Madonna del passero di Guercino oggi nella Pinacoteca Nazionale di Bologna.
Caravaggio, San Girolamo. 1606.
Le ricerche di Sir Denis Mahon ebbero un ruolo significativo anche nell'ambito degli studi caravaggeschi, in particolare a partire dagli anni cinquanta, quando, soprattutto in Italia, si veniva recuperando l'importanza storica e artistica della figura di Caravaggio.
La più notevole "impresa" caravaggesca di Denis Mahon fu certamente la "scoperta" della tela con il San Giovanni Battista, che oggi fa bella mostra di sé nelle sale dei Musei Capitolini, a Roma, ma che nel 1953 Mahon trovò, quasi per caso, appesa alla parete dell'ufficio del sindaco in Campidoglio, pressoché dimenticata come una copia qualsiasi, annerita dal tempo e dalla sporcizia, fortunatamente, però, non abbastanza da impedire all'occhio esperto di Mahon di riconoscervi un autentico capolavoro del pittore.
Più tardi, nel 1961, lo studioso convinse la National Gallery di Londra ad acquistare la Salomè con la testa del Battista, anche grazie al personale appoggio del famoso scultore Henry Moore, che in quanto trustee del museo diede il voto decisivo per l'acquisto. Un altro rilevante contributo alla conoscenza dell'opera di Caravaggio fu, negli anni settanta, l'identificazione di due importanti dipinti: Marta e Maddalena, nell'Institute of Art di Detroit, e la Crocifissione di Sant'Andrea, al Museo di Cleveland, nonché la sensazionale riattribuzione a Caravaggio, nel 1992, della Cattura di Cristo di Dublino.»

Si può quindi dedurre che la mostra sia stata un vero omaggio alla vita di Sir Denis Mahon, dedicata interamente alla scoperta di un periodo ben preciso della storia dell'arte italiana. Bisogna precisare che la mostra fu concepita direttamente dallo stesso Mahon nel 2009 per festeggiare i suoi 100 anni radunando parte dei capolavori che aveva collezionato e poi successivamente donato alle più prestigiose istituzioni internazionali.
Fondamentale per la risonanza di tale esposizione è stata la presenza delle opere maggiori della collezione. Carente invece l'audioguida nella quale si è disastrosamente tralasciato il filo conduttore identificato in Sir Mahon, privando così il visitatore della compiutezza del senso della mostra. Purtroppo la grandiosità delle tele non ha potuto compensare lo smarrimento del pubblico alla fine della visita, con l'impressione di aver lasciato un discorso interessante a metà.

L'intento della mostra certamente è stato di porre l'accento non tanto sulle opere esposte  - delle quali volutamente ho tralasciato di parlare - quanto sulla persona che le ha collezionate, studiate e rimesse in luce durante un periodo nel quale esse furono accantonate. Tutto ciò insegna che la storia dell'arte non è fatta da elenchi di figure, nomi e date, ma principalmente da vite intere di esseri umani dedicate alla creazione della bellezza e allo studio di tali creazioni.
Il mio consiglio in questo caso è quello di andare a cercare la biografia di Sir Denis Mahon per comprendere meglio la rilevanza che ha avuto nello studio della storia dell'arte barocca, insieme all'impronta indelebile del grande Roberto Longhi, con il quale scambiò appassionati carteggi a riguardo.

Vi lascio anche brevi video nei quali Sir Denis Mahon parla dei suoi studi.
Un vero esempio di dedizione e passione per qualcosa che ormai è relegato a superfluo.


Sir Denis Mahon racconta Guercino:




Caravaggio spiegato da Sir Denis Mahon:









lunedì 9 febbraio 2015

Citazioni d'Arte - Giotto secondo Cennini.



Giotto, Maestà. 1310 circa. Particolare. Firenze, Galleria degli Uffizi.



[...] Giotto rimutò l'arte del dipignere di grecho in latino e ridusse al moderno, e ebe l'arte più compiute ch'avessi mai più nessuno.

Cennino Cennini, Il libro dell'arte.





giovedì 5 febbraio 2015

Citazioni d'Arte - L'informe.



L'arte contemporanea nasce da una dimensione di spolpaggio, di debilitazione della forma che, nebulizzata e raffinata, si converte in informe.

Roberto Pasini, L'informe nell'arte contemporanea.



Joseph Mallord William Turner, Il congedo di Ero e Leandro, 1837. Londra, National Gallery.




martedì 3 febbraio 2015

Serie Tv - Wolf Hall.





Ci risiamo, Enrico VIII Tudor è tornato.
Oltre alla miriade di libri scritti a riguardo, moltissimi sono i film e le serie tv (come dimenticare il recente film L'altra donna del Re del 2008 con Natalie Portman, Scarlett Johansson e Eric Bana, e la fortunata serie televisiva iniziata nel 2007 The Tudors con Jonathan Rhys-Meyers e Natalie Dormer) che raccontano e indagano sul periodo storico inglese più famoso e scandaloso del Sedicesimo secolo, il quale vide coinvolti pubblicamente il Re, la Regina e l'amante del Re, portando l'Inghilterra alla definitiva rottura con la Chiesa Cattolica e alla nascita della Chiesa Anglicana.

Hans Holbein il giovane, Enrico VIII. 1540.
A quanto sembra l'argomento non è ancora passato di moda, e per soddisfare la sete incessante del pubblico la BBC Two per l'inizio del 2015 ha portato su piccolo schermo una nuova e rivoluzionaria mini-serie tv: Wolf Hall. Prima stagione composta da sei episodi basata sul primo ed omonimo libro della fortunata trilogia (ancora incompiuta) di romanzi scritti da Hilary Mantel, prodotta da Colin Callender e Mark Pybus, scritta da Peter Straughan e diretta da Peter Kosminsky. Il cast è di tutto rispetto: abbiamo Damian Lewis nei panni di Enrico VIII e un eccezionale Mark Rylance ad interpretare il vero protagonista della serie, Thomas Cromwell.
La storia infatti è raccontata dal punto di vista della famosissima figura politica di Cromwell, il quale contribuì attivamente ed in maniera incisiva alla Riforma anglicana attuata dal sovrano inglese. Per seguire il filo degli accadimenti bisogna fare uno sforzo di memoria o ripassare il periodo storico trattato, non vi aspettate perciò i classici dialoghi forzati in cui viene spiegato indirettamente ogni fatto o evento di dominio pubblico.
I silenzi e le pause che introducono o sottolineano alcune scene sono pensate in modo geniale, tanto da far tornare alla memoria nelle inquadrature echi di opere del rinascimento inglese e fiammingo (sicuro è il riferimento ad Hans Holbein il giovane).

Hans Holbein il giovane, Thomas Cromwell. 1532-33
L'accuratezza dei costumi di scena è semplicemente eccezionale, lascia letteralmente a bocca aperta poiché ispirata totalmente ai ritratti e alle opere d'arte dell'epoca. I luoghi in cui è girata la serie sono quasi tutti fedeli alla storia, dando così maggiore veridicità alle immagini proposte. I dialoghi accompagnati da una mirabile gestualità degli attori sono di alto livello, i brevi salti temporali o i cambi di scena possono lasciare inizialmente spiazzati ma ci si abitua subito ad essi entrando pienamente nello stile narrativo. Probabilmente la serie non è accessibile a tutti coloro i quali si aspettano intrighi e siparietti da telenovela, infatti bisogna dare atto dell'estrema eleganza della sceneggiatura e della coltissima scelta registica nel trattare l'argomento con vera signorilità.
È evidente che la serie tratti di un dramma storico, per di più finemente gestito, a differenza di altri recenti esempi come The Borgias (personalmente considerato un flop disastroso sotto ogni punto di vista). Il pubblico quindi non si aspetti un nuovo The Tudors o The White Queen o Reign, piuttosto si prepari per un vero e proprio romanzo su schermo ai limiti del saggio storico.
Per quanto riguarda la versione doppiata in italiano si dovrà aspettare pazientemente, poiché ancora non si hanno notizie a riguardo. Intanto godetevi la messa in onda in lingua originale sul canale della BBC Two, semplicemente eccezionale ed entusiasmante per tutti gli amanti della storia e dell'arte.


Michael Sittow, Caterina D'Aragona come principessa vedova del Galles. 1503 circa.
Autore sconosciuto, Anna Bolena. Seconda metà del  XVI sec.


Per maggiori informazioni su Wolf Hall vi lascio l'indirizzo del sito ufficiale della serie tv: 




domenica 1 febbraio 2015

Mostre - Mese di Febbraio 2015



Giunto il mese di Febbraio vi segnalo le maggiori mostre che stanno per finire, quelle che sono iniziate e quelle che stanno continuando a Roma.



ROMA

Palazzo Barberini, dal 26 settembre 2014 al 15 febbraio 2015
Da Guercino a Caravaggio. Sir Denis Mahon e l'arte italiana del XVII secolo

PALAZZO BARBERINI
Via delle Quattro Fontane, 13. Roma

Orari: Martedì – Domenica 9.30 – 19.30 (La biglietteria chiude alle 18.30)





Complesso del Vittoriano, dal 4 ottobre 2014 al 8 febbraio 2015
Sironi. 1885-1961






Dal 27 febbraio al 21 giugno 2015
Giorgio Morandi. 1890 - 1964. 




COMPLESSO DEL VITTORIANO
Piazza Venezia, Roma

Orari: dal Lunedì al Giovedì 9.30 - 19.30; Venerdì e Sabato 9.30 - 22.00; Domenica 9.30 - 20.30 (La biglietteria chiude un'ora prima)








Palazzo Sciarra, dal 11 novembre 2014 al 8 febbraio 2015
American Chronicles: The Art of Norman Rockwell.


PALAZZO SCIARRA
Via Marco Minghetti, 22. Roma

Orari: Lunedì 15.00 - 20.00; dal Martedì al Venerdì e Domenica 10.00 - 20.00; Sabato 10.00 - 21.00  (La biglietteria chiude un'ora prima)  










Galleria Borghese, dal 8 ottobre 2014 al 15 febbraio 2015
Black Mirror di Mat Collishaw.


GALLERIA BORGHESE
Piazzala del Museo Borghese, 5. Roma

Orari: dal Martedì alla Domenica 9.00 - 19.00 (La biglietteria chiude un'ora prima)  





Galleria Nazionale d'Arte Moderna, dal 31 ottobre 2014 al 15 febbraio 2015
L'Arte in Italia prima della Grande Guerra 1905 - 1915

GNAM - GALLERIA NAZIONALE D'ARTE MODERNA
Via delle Belle Arti, 131. Roma


Orari: dal Martedì alla Domenica 8:30 - 19:30. Chiuso il Lunedì.








Chiostro del Bramante, dal 22 settembre 2014 al 22 febbraio 2015
Esher









Dal 3 febbraio al 9 marzo 2015
Veronica Schelini. Papiers d'époque. Volti di oggi su parole di ieri. 



CHIOSTRO DEL BRAMANTE
Via Arco della Pace, 5. Roma

Orari: Tutti i giorni dalle 10.00 alle 20.00
Sabato e Domenica dalle 10.00 alle 21.00
(La biglietteria chiude un'ora prima)






Palazzo delle Esposizioni, dal 18 novembre 2014 al 1 marzo 2015
National Geographic Italia. Food, il futuro del cibo.




Dal 16 ottobre 2014 al 31 marzo 2015
Numeri. Tutto quel che conta, da zero a infinito.


PALAZZO DELLE ESPOSIZIONI
Via Nazionale, 194. Roma

Orari: Martedì, Mercoledì e Giovedì 10.00 - 20.00; Venerdì e Sabato 10.00 - 22.30; Domenica 10.00 - 20.00 (La biglietteria chiude un'ora prima) 





Palazzo Braschi, dal 29 ottobre 2014 al 8 marzo 2015
Basilico, Berengo Gardin, Bossaglia Chiaramonte, Cresci, Ghirri, Guidi, Jemolo, Koch. 


PALAZZO BRASCHI
Ingressi presso Piazza Navona, 2 e Via San Pantaleo, 10. Roma

Orari: dal Martedì alla Domenica 10.00 - 19.00 (La biglietteria chiude un'ora prima) 




Stadio di Domiziano, dal 25 settembre 2014 al 15 marzo 2015
Gladiatores e Agone sportivo. Armi e armature dell'Impero Romano.

STADIO DI DOMIZIANO
Via di Tor Sanguigna, 3 (Piazza Navona). Roma

Orari: dal Lunedì alla Domenica 10.00 - 19.00; Sabato 10.00 - 20.00 (La biglietteria chiude trenta minuti prima)











Macro, dal 27 novembre 2014 al 15 marzo 2015

Red Swan Hotel.

Cyril de Commarque. Frontiers.

Dal 18 dicembre 2014 al 22 marzo 2015
Zero.

MACRO
Via Nizza angolo Via Cagliari, Roma

Orari: dal Martedì alla Domenica 9.00 - 19.00 (La biglietteria chiude un'ora prima)



Mercati di Traiano, dal 14 dicembre 2014 al 12 aprile 2015
Bruno Liberatore in dialogo ambientale con i Mercati di Traiano.


Dal 24 settembre 2014 al 10 maggio 2015
Le chiavi di Roma. La città di Augusto.


MERCATI DI TRAIANO
Via IV Novembre, 94. Roma

Orari: dal Martedì alla Domenica 9.00 - 19.00 (La biglietteria chiude un'ora prima)





Castel Sant'Angelo, dal 2 febbraio al 3 maggio 2015
Lorenzo Lotto e i Tesori artistici di Loreto.

CASTEL SANT'ANGELO
Lungotevere Castello, 50. Roma

Orari: dal Martedì alla Domenica 9.00 - 19.00 (La biglietteria chiude un'ora prima)  








Museo di Roma in Trastevere, dal 17 dicembre 2014 al 8 giugno 2015
La Roma di Ettore Roesler Franz. Tra fascino per il pittoresco e memoria fotografica.


MUSEO DI ROMA IN TRASTEVERE
Piazza Sant'Egidio, 1/b. Roma

Orari: dal Martedì alla Domenica 10.00 - 20.00 (La biglietteria chiude un'ora prima)  




Museo Nazionale Romano in Palazzo Massimo, dal 17 dicembre 2014 al 2 giugno 2015
Rivoluzione Augusto. L'Imperatore che riscrisse il tempo e la città.

PALAZZO MASSIMO ALLE TERME
Largo di Villa Peretti, 1. Roma

Orari: dal Mertedì alla Domenica 9.00 - 19:45 (La biglietteria chiude un'ora prima)  











Musei Capitolini, dal 28 gennaio al 4 ottobre 2015
L'età dell'angoscia. Da Commodo a Diocleziano (180 - 305 d. C.)


MUSEI CAPITOLINI
Piazza del Campidoglio, 1. Roma

Orari: dal Martedì alla Domenica 9.00 - 20.00 (La biglietteria chiude un'ora prima)  




Palazzo del Quirinale, dal 16 febbraio al 12 aprile 2015
Il Principe dei Sogni: Giuseppe negli arazzi di Pontormo e Bronzino.

PALAZZO DEL QUIRINALE
Piazza del Quirinale, Roma

Orari: IN AGGIORNAMENTO




Museo dell'Ara Pacis, dal 27 febbraio al 14 giugno 2015
Esposizione Universale di Roma.

ARA PACIS
Lungotevere in Augusta, Roma

Orari: IN AGGIORNAMENTO