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venerdì 16 maggio 2014

Libri - Guida Galattica per gli Autostoppisti.


Quanto sconvolgente e terribile sarebbe svegliarsi una mattina e trovare dei bulldozer gialli alla nostra porta pronti a radere al suolo la nostra casa a causa dell'improrogabile costruzione di una nuova tangenziale? Sicuramente non quanto venire a conoscenza della presenza di astronavi aliene gialle a ridosso del nostro pianeta pronte a distruggerlo per lasciar posto alla nuova improrogabile autostrada iperspaziale.

Grazie al cielo viene in soccorso la Guida Galattica per gli Autostoppisti sulla cui copertina si legge il rassicurante "Non fatevi prendere dal panico".
Adesso siamo tutti più tranquilli e rilassati.

Scritto da Douglas Adams nel 1979, Guida Galattica per gli Autostoppisti è un romanzo di fantascienza condito di un irresistibile humor britannico tra il non-sense e l'introspezione oltre i limiti filosofici. O meglio, di filosofia se ne parla abbondantemente, come di psicologia, antropologia, cosmologia, teologia, fisica e molto altro ancora. Ma anche di humor ne ha in quantità inimmaginabili dato che è il primo libro della "trilogia in cinque parti" che oltretutto porta lo stesso nome del romanzo d'apertura e della stessa Guida consultata dai protagonisti.
Ma andiamo in ordine sparso per rimanere in tema. Il ricercatore itinerante per conto del libro Guida Galattica per Autostoppisti di nome Ford Prefect, proveniente dal pianeta Betelgeuse rimasto non per suo preciso volere 15 anni anni sul pianeta Terra si trova a salvare il suo amico terrestre Arthur Dent dalla distruzione completa del suddetto pianeta. Che sarebbe anche il nostro. Ma cos'è la Guida? Lo si potrebbe definire un piccolo computer portatile da consultazione in cui sono stipate tutte le informazioni utili da sapere riguardo pianeti, razze, consigli su come interagire o cosa evitare, ecc. Ad esempio, se ne avessimo la possibilità, potremmo leggere la descrizione riguardante la Terra: "Innocua". Ma c'è da dire che Ford Prefect era appunto sul pianeta per aggiornarne la descrizione dopo le ricerche effettuate. Quel che si sarebbe potuto leggere successivamente è: "Praticamente innocua".
Sicuramente saremmo più a nostro agio se osservassimo la storia dal punto di vista di Arthur. Anche se non credo sia molto rassicurante venire a sapere della distruzione del nostro pianeta pochi minuti prima che avvenga, rimediare un asciugamano e fare l'autostop con un proprio amico - che si è appena rivelato essere un alieno - ad un'astronave appena comparsa in cielo che minaccia di disintegrare la Terra.
Non vorrei dirvi troppo perché credo che ognuno di noi possa avere un rapporto unico con queste pagine, un piccolo tesoro di risate e riflessioni profonde che vanno di pari passo dall'inizio alla fine. A motivo di ciò posso affermare che questo romanzo andrebbe riletto appena terminato per godersi al meglio ciò che precedentemente si è solo gustato.
Come nasce Guida Galattica per Autostoppisti? Lo racconta Douglas Adams nell'introduzione al ciclo completo edito da Oscar Mondadori:
[...] Ebbi l'idea del titolo nel 1971, mentre, ubriaco, giacevo in un prato a Innsbruck, in Austria.[...] Viaggiavo con una copia molto logora della Hitch Hiker's Guide to Europe (Guida all'Europa per gli autostoppisti) di Ken Walsh [...] Non avevo invece Europe on Five Dollars a Day (come si intitolava allora), perché cinque dollari erano roba da capitalisti.
La notte prese a calare sul prato, che mi girava intorno lentamente. Mi chiesi dove andare, quale posto costasse e vorticasse meno di Innsbruck e non mi trattasse come m'aveva trattato Innsbruck quel pomeriggio. Avevo camminato per la città alla ricerca di un particolare indirizzo, e poiché mi ero completamente perso mi ero fermato a chiedere informazioni a un passante. Sapevo che, data la mia ignoranza del tedesco, poteva essere un'impresa ardua, ma non mi sarei mai aspettato una tal difficoltà di comunicazione. Mentre lo sconosciuto e io tentavamo di capirci, mi ero reso conto che di tutti gli abitanti di Innsbruck cui avrei potuto chiedere informazioni avevo scelto proprio quello che, oltre a non parlare né inglese né francese, era anche sordomuto. Esprimendo a gesti le mie sincere scuse, mi ero congedato da lui e pochi minuti dopo, su un'altra strada, avevo fermato un altro passante domandandogli le stesse cose. Ma anche lui era risultato sordomuto, ed era stato a quel punto che avevo comprato le birre.
Poi mi ero avventurato di nuovo in strada e avevo ritentato la fortuna.
Al terzo passante sordomuto e per giunta cieco, avevo cominciato a sentirmi oppresso da un gran peso [...] Se in quel momento non avessi infilato una strada secondaria passando davanti a un albergo dove si teneva un congresso per sordi, forse la mia mente avrebbe ceduto e avrei passato il resto della vita a scrivere il genere di libri che Kafka amava tanto scrivere e per i quali diventò famoso.
Invece ero finito su un prato con la mia Hitch Hiker's Guide to Europe.Quando spuntarono le stelle, pensai che se  ci fosse stata sul mercato una Guida galattica per gli autostoppisti, sarei partito a razzo.
Come in quasi tutti i cicli di romanzi, il primo è migliore degli altri, perciò se vorrete fermarvi alla Guida non farete danni sconvolgenti. Potrete comunque contemplare la risposta alla grande Domanda sulla vita, l'Universo e tutto. Ma attenzione, perché "è necessario scegliere in mezzo al tutto qual è in realtà la domanda: solo così potrete capire cosa significa la risposta".

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