Pagine

mercoledì 15 gennaio 2014

Serie Tv - The Walking Dead

Siamo alle solite. Qualcosa è andato storto e ci ritroviamo per l'ennesima volta invasi dagli zombie.
Ormai siamo abituati a queste visioni post apocalittiche in cui il vagare trascinando i piedi mentre si imputridisce è sinonimo di invasione zombie. Conosciamo anche le regole a memoria: non fare rumore, rimanere nascosti, colpire alla testa e non essere morsi per nessuna ragione. Perciò cosa può incuriosire lo spettatore tanto da seguire una serie televisiva piena di morti viventi?
Parliamo di The Walking Dead, serie tv statunitense prodotta dal 2010 dal network AMC e distribuita dalla Fox che trova alla regia Frank Darabont, ispirata all'omonima graphic novel scritta da Robert Kirkman ed illustrata da Tony Moore e Charlie Adlard.
La serie è composta attualmente da 4 stagioni - di cui l'ultima in corso - da 8 episodi ciascuna della durata di 42 minuti l'uno. Il genere utilizzato è proprio ciò che l'ha resa irresistibile e di successo: siamo sempre ai confini tra thriller, horror, azione, dramma, poliziesco e psicologico, un'amalgama vincente ben calibrata che porta oltre i classici zombie movie a cui il cinema ci ha assuefatto.
La trama si svolge sui binari guida della graphic novel ma le novità apportare la rendono unica rispetto all'opera di Robert Kirkman, il quale è annoverato tra i produttori esecutivi della trasposizione televisiva.
Tutto inizia con il risveglio dal coma di Rick Grimes (Andrew Lincoln) il quale si ritrova a vagare in una struttura ospedaliera completamente abbandonata e disastrata. In preda allo shock inizia la ricerca della sua famiglia scoprendo che anche all'estero dell'ospedale la situazione è tragicamente la stessa di ciò che ha visto all'interno. Il resto della serie è focalizzato sui tentativi dei sopravvissuti di trovare un luogo sicuro dove poter vivere lontani dai pericoli e dall'infezione mortale, analizza i comportamenti dei personaggi estremamente verosimili riguardo le azioni che ognuno di noi potrebbe essere costretto a prendere in situazioni così estreme.
I ritmi sono ben studiati, ogni scena è girata con una fotografia impeccabile dando l'impressione della realtà di ciò che si sta guardando, solo l'introduzione recente dei classici espedienti del far apparire qualcosa o qualcuno d'improvviso per spaventare lo spettatore fanno storcere un po' il naso. L'aspetto cinematografico e la cura spettacolare nel realizzare set e zombie ha dato un'impronta di alto livello ad una produzione destinata alla distribuzione televisiva.
Chiaramente non è la solita apocalisse zombie andata su grande e piccolo schermo fino ad ora, è più un "cosa succederebbe se persone normali si ritrovassero improvvisamente in condizioni estreme e fuori da ogni previsione", fa ragionare e fa porre domande a cui è complicato dare risposte.
Decisamente da vedere.


Perchè guardare una serie tv al posto di un film?
I motivi sono tanti. Primo tra tutti è la durata: un film ha un tempo limitato in cui la storia inizia, si svolge e il più delle volte si conclude. Una serie tv ha una durata molto più estesa frammentata in un numero definito di episodi, ciò consente allo spettatore di continuare a seguire per un tempo prolungato la storia. Il rischio naturalmente è che la serie sia organizzata, costruita e sviluppata grossolanamente e che porti lo spettatore ad annoiarsi e abbandonarne la visione. Negli ultimi anni, complice la crisi globale che ha investito anche il cinema, il settore delle serie tv è stato crescentemente curato con tanto di attori del grande schermo chiamati ad interpretare ruoli su piccolo schermo. I risultati sono a livelli cinematografici protratti per più del classico paio d'ore e, a mio parere, permettono ai registi quanto agli attori di provare la loro bravura nella costruzione di qualcosa di più duraturo.

Perchè guardare una serie tv con amici al posto di un film?
 In questa era dei social network in cui la presenza fisica è diventata facoltativa, trovare un modo per tornare ad incontrarsi di persona e condividere momenti reali guardandosi in faccia è diventato stranamente difficile. Organizzare a cadenze regolari pomeriggi o serate in cui ritrovarsi a guardare un episodio o più alla volta, commentare ciò che si è visto, tornare ad instaurare un sano rapporto umano attraverso la costruzione di argomenti comuni credo sia una efficace ricetta per il buonumore che spesso viene a mancare durante la settimana.


Nessun commento:

Posta un commento