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domenica 12 gennaio 2014

Serie Tv - Hannibal

Domenica in poltrona. Che fare? Andare a vedere un film al cinema con tutti i rischi del caso? Diciamo la verità, l'idea di trovarsi a far file per i posti che spesso risultano esauriti, sedersi in sale gremite di persone maleducate che parlano e rispondono al cellulare durante la proiezione, uscire dopo aver visto un film deludente con conseguente perdita di parecchi euro e giramento di scatole a livello professionale non fa impazzire di gioia. E allora qual è la soluzione ad un pomeriggio di relax in cui non si vuole far altro che star comodi e svagarsi senza grossi impegni? Personalmente suggerirei un buon libro, ma se si è in compagnia l'idea vincente è guardare un buon telefilm. Con una vagonata di pop corn, naturalmente.

Per questa volta vorrei parlarvi di Hannibal, la serie tv americana prodotta da Bryan Fuller per la NBC nel 2013 ispirata ai libri di Thomas Harris. Come si può dedurre non si tratta di commedia ma di una serie tv drammatica tra poliziesco, thriller e horror (tanto per citare l'onnipresente Wikipendia). Fino ad oggi è andata in onda la prima stagione composta da 13 episodi di circa 43 minuti l'uno e si attende l'inizio della seconda stagione per il 28 febbraio 2014 sempre sulla NBC - perciò un ottimo motivo per cominciarla adesso.
La trama è ben strutturata e mai noiosa, piena di colpi di scena che portano lo spettatore a rimanere sempre con un senso di allerta e che guidano intelligentemente le capacità sensibili di osservazione e congettura.
Il primo episodio è spiazzante quanto sconcertante, introduce bene all'armonia distorta creata da Fuller, una sinfonia che languidamente trasporta su di un percorso sicuro fino a quando non si comprendono le fredde stonature che lentamente sono scivolate nelle orecchie, portando tensione e un leggero senso di smarrimento. Le fredde stonature sono ben interpretate dal ruolo del dottor Hannibal Lecter (Mads Mikkelsen), il quale non compare immediatamente e per tutta la stagione tende a rimanere marginale lasciando il ruolo di protagonista a Will Graham (Hugh Dancy), investigatore dell'FBI ritiratosi nell'insegnamento ed ora richiamato dal collega Jack Crawford (Lawrence Fishburne) per risolvere una serie di casi contorti. Graham possiede una rarissima abilità che gli permette di comprendere meglio di chiunque altro la scena del crimine e perciò riuscire a risalire al colpevole.
Personalmente, parlando da un punto di vista storico-artistico, durante la visione della stagione ho trovato nell'arredamento della dimora del dottor Hannibal degli straordinari rimandi alle nature morte del XVII secolo, in cui l'ambiguità delle composizioni decorative ricordano inconfondibilmente il valore simbolico che hanno sempre comunicato: allusioni alla vanitas (dal libro delle Ecclesiaste "Vanitas vanitatum, omnia vanitas"; vanità delle vanità, tutto è vanità) cioè alla transitorietà della bellezza e delle ricchezze, alla fragilità della vita e quanto essa sia colma di apparenza ed effimera immortalità. Un vero memento mori che sottolinea implicitamente l'acutezza e l'intelligenza del colto personaggio cui siamo di fronte.
Non dirò altro della trama per non rovinare la sapiente composizione di stupore misto ad entusiasmo che questa serie sa suscitare. In altre parole, se non vi impressionate troppo facilmente, guardatela senza esitazioni. Ne rimarrete soddisfatti.


Perchè guardare una serie tv al posto di un film?
I motivi sono tanti. Primo tra tutti è la durata: un film ha un tempo limitato in cui la storia inizia, si svolge e il più delle volte si conclude. Una serie tv ha una durata molto più estesa frammentata in un numero definito di episodi, ciò consente allo spettatore di continuare a seguire per un tempo prolungato la storia. Il rischio naturalmente è che la serie sia organizzata, costruita e sviluppata grossolanamente e che porti lo spettatore ad annoiarsi e abbandonarne la visione. Negli ultimi anni, complice la crisi globale che ha investito anche il cinema, il settore delle serie tv è stato crescentemente curato con tanto di attori del grande schermo chiamati ad interpretare ruoli su piccolo schermo. I risultati sono a livelli cinematografici protratti per più del classico paio d'ore e, a mio parere, permettono ai registi quanto agli attori di provare la loro bravura nella costruzione di qualcosa di più duraturo.

Perchè guardare una serie tv con amici al posto di un film?
In questa era dei social network in cui la presenza fisica è diventata facoltativa, trovare un modo per tornare ad incontrarsi di persona e condividere momenti reali guardandosi in faccia è diventato stranamente difficile. Organizzare a cadenze regolari pomeriggi o serate in cui ritrovarsi a guardare un episodio o più alla volta, commentare ciò che si è visto, tornare ad instaurare un sano rapporto umano attraverso la costruzione di argomenti comuni credo sia una efficace ricetta per il buonumore che spesso viene a mancare durante la settimana.

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