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sabato 11 gennaio 2014

Il tuffo.

Alla fine ci caschiamo tutti.
Si viaggia nel web dove ognuno è portato a dire liberamente la sua in così tanti ambiti da non riuscire a tenerne il conto. E si naviga tra opinioni, recensioni, critiche, pubblicità poco velate, collaborazioni, articoli...
Sì, alla fine ci caschiamo tutti, perchè la globalizzazione porta ad ampi orizzonti dove poter scrutare sia nel macro quanto nel micro, sia nella società quanto nel singolo.
Così dopo anni di immersioni, bagnetti e sciacquatine nel web ci sono cascata anche io. Un bel tuffo di testa, sicura di non dar craniate sul fondo - assente fino a prova contraria, come attualmente lo è la fine della crisi dell'italico Stato. Gli argomenti trattati saranno come il tutto effettuato: d'impulso e senza una programmazione, in direzioni casuali.

Perchè scegliere proprio "Sciadografie" come titolo per parlare di attualità?
Le sciadografie (shadowgraph), che portarono successivamente ai calotipi, sono frutto degli esperimenti di William Henry Fox Talbot per le riproduzioni di immagini in negativo (1834). In sintesi è la mia idea di operare in questo blog: riportare temi di attulità (e non) visti attraverso posizioni sia soggettive che oggettive (negativo e positivo). Dato che l'oggettività è difficoltosa da raggiungere, metto e premetto la mia "soggettiva" nei vari argomenti. Per l'appunto, le mie sciadografie.

William Henry Fox Talbot, Esemplare botanico, 1839.

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