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lunedì 13 gennaio 2014

Il ritorno di Palahniuk.

Solito lunedì da dimenticare? Allora rendiamolo almeno passabile con qualche notizia che farà sorridere sia i lettori che gli amanti del cinema. Parliamo di Chuck Palahniuk.
Per chi ancora non lo sapesse, mister Palahniuk è uno scrittore contemporaneo di successo, giornalista freelance, saggista e reporter di viaggio. Nasce nello stato di Washington e vive a Portland, in Oregon.
Ancora niente? Come primo romanzo pubblicato ha scritto Fight Club. Lo so, si è accesa la lampadina agli ultimi che rimanevano dubbiosi. Infatti per chi non conoscesse il romanzo c'è il famosissimo film omonimo diretto da David Fincher con Brad Pitt, Edward Norton e Helena Bonham Carter. Un film che ha segnato un'epoca con la sua critica al consumismo e all'alienazione dei nostri tempi. Tutti nella propria vita avranno detto o sentito dire almeno una volta "Prima regola del Fight Club: non parlate mai del Fight Club. Seconda regola del Fight Club: non dovete parlare mai del Fight Club", è una frase che anche nel cinema e nella tv è stata citata e riadattata con frequenza.

Un film crudo, cinico, violento e psicologico, che punta il dito accusatorio sugli spettatori, inveisce e deride la società produttrice di figli orfani e vuoti che crescono senza spina dorsale cadendo nella malattia mentale e nella ricerca di guide forti ma spesso altrettanto malate.

Il romanzo invece è ancora peggio. A mio parere bisogna leggerlo per poter apprezzare veramente il film e capire quanto sia stato limato.
Bene, è notizia ormai diffusa - e confermata dallo stesso scrittore - che il nostro caro Chuck sia al lavoro sul seguito di Fight Club.Gioia e giubilo per chi ha apprezzato romanzo e film. Adesso la domanda che tutti ci poniamo è: quando sarà pubblicato il romanzo? A quando il film? Attenzione, si parla di un seguito della storia, non di romanzo e film. Infatti il ghignante Chuck ha sorpreso tutti con l'annuncio di una graphic novel a puntate. Esatto, per chi non sapesse cosa sia una graphic novel stiamo parlando di qualcosa più di un fumetto (per tutti gli altri una richiesta: vi prego non picchiatemi per averlo chiamato fumetto!) poichè le tavole impiegate sono spesso di livelli eccellenti, sempre alla ricerca di uno stile superiore (per chi li ricorda: i Tarzan di Burne Hogart con la loro fisicità ispirata ai corpi di Michelangelo).
Perchè non un romanzo? Al momento Palahniuk è vincolato da contratti che lo portano a non poter pubblicare il seguito prima del 2016, ma una serie a puntate gli permette di agirare questo ostacolo e di far felici tutti coloro i quali aspettano di sapere cosa sia successo a Tyler e al protagonista (sapientemente mai nominato).

Cosa succederà oltre alla graphic novel? Sono previsti due nuovi romanzi in uscita tra quest'anno e il 2015 dopo una pausa di due anni in cui siamo rimasti in attesa dopo il suo ultimo libro Dannazione (2011).
Ma facciamo un tuffo nel passato riscoprendo cosa è accaduto dopo la pubblicazione di Fight Club (1996).
Parliamo dello stile con il quale Palahniuk racconta le sue storie: è uno stile tagliente, geniale, con un ritmo veloce che all'improvviso si spezza, si ripete, fa un balzo avanti per poi tornare indietro. Spesso è talmente pulp da far storcere la bocca dal disgusto, ma una volta immersi in un suo romanzo è difficile staccarsene. Si cade in un vortice che rapisce e tiene incollati alle pagine, un'apnea che fa dimenticare il bisogno fisiologico di ossigeno, una seduzione che solo quando è troppo tardi mostra il marciume in cui siamo immersi fino al collo.
Nel 1999 esce Survivor, la storia di ciò che è avvenuto ad un sopravvissuto al suicidio di massa di una setta di cui era adepto e di come le menti possono essere plagiate.
Nello stesso anno troviamo Invisible Monsters, un romanzo altrettanto cinico ma dal carattere di una rivista patinata, immerso nella luce cocente dei riflettori che porteranno una modella in cerca di fama ad un terribile incidente.
Poi ecco comparire nelle librerie del 2001 Soffocare, di cui verrà girato un film omonimo sotto la regia di Clark Gregg nel 2008. La storia di un ex studente di medicina con una forte dipendenza dal sesso che sopravvive attraverso sempre la stessa truffa in cui mette a repentaglio la sua stessa vita.
Ninna nanna del 2002 ha qualcosa in più dei romanzi precedenti: viene toccato il mondo del fantastico attraverso qualcosa di molto simile alla magia. O al mondo controverso della new age, se vogliamo proprio esser precisi.
L'anno successivo viene pubblicato Diary (2003), Palahniuk ci porta su di un'isola alquanto bizzarra e inquietante insieme alla protagonista, la quale è totalmente all'oscuro di come riesca realmente a sopravvivere la piccola comunità.
Tanto per non annoiarci, nel 2004 si cambia genere con Portland Souvenir, una guida insolita e tutta personale alla città di Portland in Oregon, dove abita lo scrittore. Consigliato a chi ama fare tappe insolite nei propri viaggi.
Stesso anno altro libro, La scimmia pensa, la scimmia fa. Una raccolta di saggi, articoli, interviste e racconti personali scritti da Palahniuk. Una panoramica svolta dal generale passando per l'individuale per poi approdare nel personale, sempre nello stile tagliente crudo e ironico a cui non riusciamo ad abituarci.
Il 2005 è l'anno di Cavie, un insieme di racconti legati tra loro da una trama parallela che porta vari personaggi a incontrarsi tutti nello stesso momento e cercare una strada alternativa  e pericolosamente ignota per diventare scrittori.
L'instancabile Chuck continua a produrre romanzi anno dopo anno (Rabbia, 2007; Gang Bang, 2008; Pigmeo, 2009; Senza veli, 2010) ma ormai si vedono le mal celate crepe in una tela forse troppo frettolosamente dipinta e asciugata per il solo piacere del pubblico.
Ci lascia nel 2011 con Dannazione, ennesima denuncia contro il mondo glamour e vuoto dello spettacolo portato a massima aspirazione nei confronti di una società senza timoniere.
Attendiamo le due prossime fatiche e la graphic novel sperando che Palahniuk abbia abbandonato l'infida trappola del successo che porta solo alla rincorsa dello stesso, producendo a ripetizione prodotti oggettivamente sempre più vuoti e scadenti.
Che Dannazione sia paradossalmente l'inizio della nuova ascesa.


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